Intervista a M. Cukierman (PCRF) sulle lotte in Francia: «Situazione storica. Lotta di classe motore della storia»

3) What lesson do the French mobilizations bring to the proletariat and the peoples of the EU countries?

MC: The French mobilizations provide the proletariat of the EU countries with the demonstration that the working class remains the main force, capable of mobilizing and acting against the bourgeoisie, and that class struggle is the real engine of history. At the same time, they show the importance of rebuilding a Communist Party to bring the struggles to their fulfillment: the battles fought, whatever the terrain, all raise the question of the overthrow of the bourgeoisie and the institution of socialism-communism. More concretely, the French mobilizations underline the importance of proletarian internationalism as evidenced by the solidarity actions organized by the WFTU and PAME.

4) France and Italy share belonging to the imperialist alliances of the EU and NATO, a strong economic interdependence with frequent monopoly mergers and acquisitions, but also dangerous conflicts in deploying their imperialist plans (an example above all in Libya). In the recent past, there have been heated controversies among bourgeois politicians in our countries. How do you evaluate this situation, how is it perceived in France and what message do you want to send from the fighting France to the Italian workers?

MC: It is evident that we are witnessing a worsening of the interimperialist contradictions that can lead to a third world war. The assassination of General Soleimani cannot be taken lightly: it is an act of war! On the other hand, imperialist interventions in Libya (not only from Turkey, but from all its NATO counterparts) increase the risk of conflict in this part of the world. Seventy years after its birth, NATO always poses a war threat to the world. The EU is torn apart by contradictions of one side and the other side. The controversy between the bourgeois politicians of France and Italy cannot hide the fact that the interests of our peoples converge, against NATO, against the EU, against capitalism and that our working classes are side by side in class struggles . To Italian workers we tell them: “Full success in the struggle to rebuild the Communist Party and the trade union class movement, to end the monopoly bourgeoisie, its European Union and NATO!”

5) The international scenario of class struggle, the increase in bourgeois repression and authoritarianism, dangerous interimperialist conflicts and contradictions require the strengthening of proletarian internationalism. What do you think are the tasks and steps that the different communist parties and the international communist movement as a whole have to do?

MC: We fully share your analysis. Initiatives against opportunism and revisionism should be taken. In particular to expose the parties of the European Left. We must denounce parties that, like the PCF, have nothing to do with communism and therefore help the development of those who fight for the renewal of the international communist movement, while not hiding the fact that opportunism does not boil down to only renegades of this type!

Thanks so much. We take this opportunity to send our fraternal greeting of internationalist support and solidarity to the militants of the PCRF, the Communists and the French proletariat. Your struggle is ours.

Original in italian:

gennaio 15, 2020 Redazione Internazionale
La Riscossa

Da oltre 40 giorni i lavoratori francesi sono in mobilitazione contro la riforma delle pensioni del governo Macron infiammando la Francia con manifestazioni di massa, blocchi e scioperi che hanno portato al temporaneo ritiro di alcune parti della riforma stessa da parte del governo che non è riuscito però nell’intento di fermare le proteste che continuano in questi giorni per ottenere la cancellazione completa del testo che arriverà in parlamento il prossimo 17 febbraio. Lotte che sono di grande interesse ed esempio anche per i lavoratori nel nostro paese, nonostante i tentativi dei media di silenziarne la portata. Per conoscere meglio la situazione, il dipartimento internazionale del Partito Comunista ha realizzato questa intervista per La Riscossa a Maurice Cukierman, segretario generale del Partito Comunista Rivoluzionario di Francia (PCRF), membro della Iniziativa Comunista Europea.

1) La Francia è stata scossa nelle ultime settimane da scioperi prolungati da parte dei lavoratori contro la riforma delle pensioni. Prima di tutto, puoi descriverci brevemente cosa prevede questa riforma e il quadro delle politiche anti-popolari del governo Macron e dell’UE?

MC: Innanzitutto, lasciami trasmettere i miei migliori auguri per il successo nelle lotte e per la costruzione del Partito ai lettori di “La Riscossa” e ai militanti del vostro partito.

Torno ora al nostro argomento.

Il progetto di riforma delle pensioni di Macron è un pezzo finale del lungo e permanente attacco contro il sistema di previdenza sociale ereditato dalla Liberazione antifascista, un attacco che risale (ce ne sono stati altri anche prima, ma non sistematici) al governo Balladur alla fine degli anni ’80. Poi c’è stato l’attacco di Juppé nel 1995 contro i regimi speciali. Questi sono regimi pensionistici che non funzionano affatto come il sistema generale per ragioni storiche: lavori usuranti (esempio i ferrovieri, i dipendenti della metropolitana di Parigi…); o quello del servizio pubblico (insegnanti, personale territoriale) regolato da un codice pensionistico. L’attacco di Juppé fu sconfitto da uno sciopero massiccio che unì ferrovieri, dipendenti della metropolitana e impiegati pubblici. Nel 2003, un altro attacco che ha visto l’innalzamento dell’età pensionabile, l’aumento del numero di anni che danno diritto alla pensione, con in aggiunta un sistema di detrazioni e maggiorazioni in modo che i lavoratori lavorino più a lungo. Ma il governo, di fronte alla mobilitazione e nonostante il tradimento delle leadership confederali, ciascuna a modo suo, non ha potuto mettere in atto i fondi pensione. Nel 2010, un altro attacco (nel quadro UE) per aumentare l’età pensionabile, attacco che riesce nel complesso a causa della mancata mobilitazione del movimento sindacale (la CGT guidata da Bernard Thibaud, ora presidente della segreteria dell’OIL [Organizzazione Internazionale del Lavoro, ndr], con la benedizione delle organizzazioni sindacali riformiste). Nuovi attacchi all’età e sulla durata dei contributi arriveranno sotto Hollande.

Ma la riforma di Macron va molto oltre. Cambia in profondità il sistema pensionistico. Mira, in nome dell’”uguaglianza”, a rimuovere i regimi speciali, allineandoli al regime generale (ad esempio, il regime degli avvocati, che attualmente dispongono di un fondo completamente autonomo senza sussidi). Concretamente, questo significa che l’età pensionabile sarà innalzata per i lavoratori interessati, compresi tutti quelli del servizio pubblico, e si allungherà il periodo di contribuzione per tutti. Prima, la pensione di anzianità veniva calcolata nel quadro del regime generale sui migliori 10 anni fino alle riforme Balladur. Da allora, viene calcolata sui migliori 25 anni.

Ora con il progetto Macron, la pensione sarebbe calcolata per tutti sull’intero periodo di contribuzione. Per la Funzione pubblica (da qui la forte mobilitazione degli insegnanti), tenendo conto del fatto che avevano a che fare con un salario di carriera, con un sistema d’anzianità, la pensione di anzianità è attualmente calcolata sulla base dello stipendio degli ultimi 6 mesi e in base al periodo di contribuzione (75% del salario intero). Secondo il sindacato degli insegnanti di secondo grado, la riforma significherebbe un calo delle pensioni da 300 a 900 euro al mese, lavorando più a lungo! In effetti, tutti perderanno e tutti ne sono consapevoli! D’altra parte, il sistema cosiddetto a ripartizione, in cui gli attivi pagano le pensioni dei pensionati sulla base di un contributo sociale, lascia il posto a un sistema di punti acquistati dal dipendente durante la sua vita professionale, punti il cui valore sarà fissato ogni anno dal governo in base a… la situazione economica.

Ma non è tutto! Alla fine di dicembre, abbiamo appreso che il padre della riforma, l’Alto Commissario per le pensioni, Jean-Pierre Delevoye, aveva “dimenticato” di dichiarare di aver partecipato come volontario a degli studi interessati alla promozione delle pensioni basate sulla capitalizzazione, poi aveva “dimenticato” anche di annullare dopo due anni, ansioso che non si doveva dimenticare nulla nella sua dichiarazione patrimoniale (sic), due emolumenti per un importo di 11.000€ al mese! Appena rassegnato le dimissioni, sembra che una società americana con una filiale in Francia, Blacks Rocks, abbia promosso dei fondi pensione capitalizzati intervenendo in questo senso con i servizi governativi e l’Eliseo. In effetti, le società finanziarie sono molto interessate ai risparmi di 82 miliardi accumulati in Francia (il livello più alto nell’Unione Europea). Alcune, tra cui Blacks Rocks, accompagnano Macron da molto tempo e lo hanno sostenuto da quando si è presentato alla Presidenza della Repubblica come l’uomo che doveva incarnare gli obiettivi della borghesia monopolistica. In un clima già pesante, l’affare Delevoye per primo, la pubblicazione on line di Blacks Rocks smascherano i progetti governativi di pensioni basate sulla capitalizzazione per mettere le mani sui risparmi! Soprattutto dal momento che al CEO della filiale francese è stato assegnato il titolo di ufficiale della Legione d’Onore dal Primo Ministro in occasione del nuovo anno! In effetti, l’idea è che il calo degli importi delle pensioni tra i quadri li spingerà a collocare i loro risparmi nei fondi pensione. Ma non allo stesso modo: i beneficiari di pensioni di almeno “10.000€” al mese pagherebbero un’imposta del 2.8% sui loro depositi, gli altri inferiori a 10.000€ al 27% di tasse!

2) Come abbiamo detto, i lavoratori francesi e le loro organizzazioni stanno dando una risposta massiccia e conflittuale a queste misure antipopolari. Un anno fa è emerso anche il movimento “gilet gialli”. Come si stanno sviluppando queste lotte operaie e popolari, qual è la loro direzione e come valutate l’attuale fase della lotta di classe in Francia?

MC: Il movimento dei “Gilet Gialli” (GJ), come le mobilitazioni sindacali contro le leggi sul “Lavoro”, hanno mobilitato i lavoratori. I “GJ” ha mostrato l’importanza di manifestare con determinazione. Purtroppo, il predominio del riformismo nel movimento operaio ha pesantemente impedito che ci fosse una congiunzione tra “Gilet Gialli” e “Gilet Rossi” (sindacalisti CGT). Ma dove si è potuto fare, è emerso un rafforzamento della mobilitazione. Il movimento sindacale di classe ha avuto un relativo successo, che è una novità (e che si traduce in un rafforzamento dell’influenza della Federazione Sindacale Mondiale). Tuttavia, ancora non si è vinto nulla: il riformismo domina nella CGT e il CFDT è diventata la prima centrale sindacale. Il movimento rivoluzionario è molto debole e diviso. La natura “spontaneista” dei GJ rende difficile che possa riguadagnare lo slancio che era suo un anno fa, ed è profondamente diviso. Ma regge. Le sue azioni non hanno più il carattere di massa dei primi mesi, ma ogni settimana manifestano, mentre è significativa la partecipazione dei GJ alle mobilitazioni sindacali. Detto questo, la situazione è storica: è il più lungo sciopero nella storia dei trasporti, ad esempio. Il problema è che l’assenza di un forte partito comunista e la debolezza del sindacalismo di classe sono sottolineati dall’assenza di un piano d’azione e di una attività confederale coordinate.

3) Quale lezione apportano le mobilitazioni francesi al proletariato e ai popoli dei paesi dell’UE?

MC: Le mobilitazioni francesi apportano al proletariato dei paesi dell’UE la dimostrazione che la classe operaia rimane la forza principale, capace di mobilitarsi e agire contro la borghesia, e che la lotta di classe è il vero motore della storia. Allo stesso tempo, mostrano l’importanza di ricostruire un Partito Comunista per portare le lotte al loro compimento: le battaglie combattute, qualunque sia il terreno, sollevano tutte la questione del rovesciamento della borghesia e dell’istituzione del socialismo-comunismo. Più concretamente, le mobilitazioni francesi sottolineano l’importanza dell’internazionalismo proletario come evidenziato dalle azioni di solidarietà organizzate dalla FSM e dal PAME.

4) Francia e Italia condividono l’appartenenza alle alleanze imperialiste dell’UE e della NATO, una forte interdipendenza economica con frequenti fusioni e acquisizioni monopolistiche, ma anche dei pericolosi conflitti nel dispiegare i propri piani imperialisti (un esempio su tutti in Libia). Nel passato recente, ci sono state accese polemiche tra politici borghesi dei nostri paesi. Come valutate questa situazione, come viene percepita in Francia e quale messaggio vuoi inviare dalla Francia in lotta ai lavoratori italiani?

MC: È evidente che stiamo assistendo a un peggioramento delle contraddizioni interimperialiste che possono portare a una terza guerra mondiale. L’assassinio del generale Soleimani non può esser preso alla leggera: è un atto di guerra! D’altra parte, gli interventi imperialisti in Libia (non solo della Turchia, ma da tutti i suoi compari della NATO) aumentano il rischio di conflitti in questa parte del mondo. Settant’anni dopo la sua nascita, la NATO rappresenta sempre una minaccia di guerra per il mondo. L’UE è lacerata da contraddizioni degli uni e degli altri. Le polemiche tra gli uomini politici borghesi di Francia e Italia non possono nascondere il fatto che gli interessi dei nostri popoli convergono, contro la NATO, contro l’UE, contro il capitalismo e che le nostre classi lavoratrici sono fianco a fianco nelle lotte di classe. Ai lavoratori italiani diciamo loro: “Pieno successo nella lotta per ricostruire il Partito Comunista e il movimento sindacale di classe, per porre fine alla borghesia monopolistica, la sua Unione Europea e NATO!”

5) Lo scenario internazionale della lotta di classe, l’aumento della repressione e dell’autoritarismo borghese, pericolosi conflitti e contraddizioni interimperialistiche richiedono il rafforzamento dell’internazionalismo proletario. Quali pensi siano i compiti e passi che i diversi partiti comunisti e il Movimento comunista internazionale nel suo insieme devono compiere?

MC: Condividiamo pienamente la vostra analisi. Dovrebbero esser prese iniziative contro l’opportunismo e il revisionismo. In particolare per smascherare i partiti della Sinistra Europea. Bisogna denunciare partiti che, come il PCF, non hanno più nulla a che fare con il comunismo e quindi aiutare lo sviluppo di coloro che si battono per il rinnovamento del Movimento comunista internazionale, pur non nascondendo il fatto che l’opportunismo non si riduce ai soli rinnegati di questo tipo!

Grazie mille. Cogliamo l’occasione per inviare il nostro fraterno saluto di sostegno e solidarietà internazionalista ai militanti del PCRF, ai comunisti e al proletariato francese. La vostra lotta è la nostra.

Interview with M. Cukierman (PCRF) on the struggles in France: «Historical situation. History’s class struggle »
January 15, 2020 Editorial board International 0

For more than 40 days, French workers have been mobilizing against the Macron government’s pension reform, inflaming France with mass demonstrations, blockades and strikes that have led to the temporary withdrawal of some parts of the reform itself by the government, which has failed, however. in an effort to stop the protests that continue these days to obtain the complete cancellation of the text that will arrive in parliament on February 17. Struggles that are of great interest and example also for workers in our country, despite attempts by the media to silence their reach. To learn more about the situation, the international department of the Communist Party conducted this interview for La Riscossa with Maurice Cukierman, secretary general of the Revolutionary Communist Party of France (PCRF),

Maurice Cukierman of the Revolutionary Communist Party of France (PCRF) on the stage of P. Tiburtino, Rome, March 25, 2017
1) France has been shaken in recent weeks by protracted workers’ strikes against pension reform. First of all, can you briefly describe what this reform and the anti-popular policy framework of the Macron government and the EU are for?

MC: First of all, let me convey my best wishes for the success in the struggles and for the construction of the Party to the readers of “La Riscossa” and to the militants of your party.

I return now to our topic.

Macron’s pension reform project is a final piece of the long and permanent attack on the social security system inherited from the anti-fascist liberation, an attack that dates back (there have been others before, but not systematically) to the Balladur government in the end. from the 80s. Then there was Juppé’s attack in 1995 against special regimes. These are pension schemes that do not work at all like the general system for historical reasons: arduous jobs (for example the railway workers, the employees of the Paris metro …); or that of the public service (teachers, local staff) regulated by a pension code. Juppé’s attack was defeated by a massive strike that brought together railroad workers, metro employees and civil servants. In 2003, another attack that saw the raising of the retirement age, the increase in the number of years that entitle the pension, with in addition a system of deductions and increases so that workers work longer. But the government, faced with the mobilization and despite the betrayal of the confederal leaderships, each in its own way, was unable to implement the pension funds. In 2010, another attack (within the EU framework) to increase the retirement age, an attack that succeeds overall due to the failure to mobilize the trade union movement (the CGT led by Bernard Thibaud, now president of the ILO secretariat [International Organization of the Work, ed.], With the blessing of the reformist trade union organizations). New attacks on age and duration of contributions will come under Hollande.

But Macron’s reform goes much further. The pension system is profoundly changing. It aims, in the name of “equality”, to remove special regimes, aligning them with the general regime (for example, the lawyers’ regime, who currently have a completely autonomous fund without subsidies). In concrete terms, this means that the retirement age will be raised for the workers concerned, including all those in the public service, and the contribution period for all will be extended. Previously, the retirement pension was calculated under the general scheme over the best 10 years until the Balladur reforms. Since then, it is calculated on the best 25 years.

Workers’ demonstration against the pension reform, Marseille 17 December 2019
Now with the Macron project, the pension would be calculated for everyone over the entire contribution period. For the Public Service (hence the strong mobilization of teachers), taking into account the fact that they were dealing with a career salary, with an old-age system, the old-age pension is currently calculated on the basis of the salary of the last 6 months and based on the contribution period (75% of the full salary). According to the union of teachers of second grade, the reform would mean a drop in pensions from 300 to 900 euros per month, working longer! In fact, everyone will lose and everyone is aware of it! On the other hand, the so-called pay-as-you-go system, in which assets pay pensioners’ pensions on the basis of a social contribution,

But that is not all! At the end of December, we learned that the father of the reform, the High Commissioner for Pensions, Jean-Pierre Delevoye, had “forgotten” to declare that he had participated as a volunteer in studies interested in promoting capitalization-based pensions, then he had also “forgotten” to cancel after two years, anxious that nothing should be forgotten in his asset declaration (sic), two emoluments for an amount of € 11,000 per month! As soon as he resigned, it appears that an American company with a branch in France, Blacks Rocks, has promoted capitalized pension funds by intervening in this sense with government services and the Elysée. Indeed, financial companies are very interested in the savings of 82 billion accumulated in France (the highest level in the European Union). Some, including Blacks Rocks, have accompanied Macron for a long time and have supported him since he presented himself to the Presidency of the Republic as the man who was to embody the objectives of the monopoly bourgeoisie. In an already heavy climate, the Delevoye affair first, the online publication of Blacks Rocks unmask government-based pension plans based on capitalization to get your hands on savings! Especially since the CEO of the French branch has been awarded the title of officer of the Legion of Honor by the Prime Minister on the occasion of the new year! Indeed, the idea is that the drop in pension amounts among middle managers will push them to place their savings in pension funds. But not in the same way: pensioners of at least “€ 10,000” per month would pay a 2.8% tax on their deposits, the rest less than € 10,000 at 27% tax!

Marseille, 9 January 2020
2) As we have said, French workers and their organizations are giving a massive and conflicting response to these anti-popular measures. A year ago, the “yellow vests” movement also emerged. How are these workers’ and popular struggles developing, what is their direction and how do you evaluate the current phase of the class struggle in France?

MC: The movement of the “Yellow Vests” (GJ), like the union mobilizations against the “Labor” laws, have mobilized the workers. The “GJs” showed the importance of demonstrating with determination. Unfortunately, the predominance of reformism in the workers’ movement has heavily prevented a conjunction between “Yellow Vests” and “Red Vests” (CGT unionists). But where it has been possible, a strengthening of mobilization has emerged. The class union movement has had relative success, which is new (and which translates into a strengthening of the influence of the World Union Federation). However, nothing has yet been won: reformism dominates in the CGT and the CFDT has become the first union center. The revolutionary movement is very weak and divided. The “spontaneist” nature of the GJs makes it difficult for it to regain the momentum that was hers a year ago, and is deeply divided. But it holds up. His actions no longer have the mass character of the first months, but every week they manifest, while the participation of the GJs in union mobilizations is significant. Having said that, the situation is historical: it is the longest strike in the history of transport, for example. The problem is that the absence of a strong communist party and the weakness of class unionism are underlined by the absence of a coordinated action plan and confederal activity. while the participation of GJs in union mobilizations is significant. Having said that, the situation is historical: it is the longest strike in the history of transport, for example. The problem is that the absence of a strong communist party and the weakness of class unionism are underlined by the absence of a coordinated action plan and confederal activity. while the participation of GJs in union mobilizations is significant. Having said that, the situation is historical: it is the longest strike in the history of transport, for example. The problem is that the absence of a strong communist party and the weakness of class unionism are underlined by the absence of a coordinated action plan and confederal activity.

Lyon
3) What lesson do the French mobilizations bring to the proletariat and the peoples of the EU countries?

MC: The French mobilizations provide the proletariat of the EU countries with the demonstration that the working class remains the main force, capable of mobilizing and acting against the bourgeoisie, and that class struggle is the real engine of history. At the same time, they show the importance of rebuilding a Communist Party to bring the struggles to their fulfillment: the battles fought, whatever the terrain, all raise the question of the overthrow of the bourgeoisie and the institution of socialism-communism. More concretely, the French mobilizations underline the importance of proletarian internationalism as evidenced by the solidarity actions organized by the WSF and PAME.

George Mavrikos, secretary of the World Trade Union Federation speaks at the demonstration of over 200 thousand workers in Marseille , 9 January 2020
4) France and Italy share belonging to the imperialist alliances of the EU and NATO, a strong economic interdependence with frequent monopolistic mergers and acquisitions, but also dangerous conflicts in deploying their imperialist plans (an example above all in Libya). In the recent past, there have been heated controversies among bourgeois politicians in our countries. How do you evaluate this situation, how is it perceived in France and what message do you want to send from France in the fight against Italian workers?

MC: It is clear that we are witnessing a worsening of the interimperialist contradictions that can lead to a third world war. The assassination of General Soleimani cannot be taken lightly: it is an act of war! On the other hand, imperialist interventions in Libya (not only from Turkey, but from all its NATO cronies) increase the risk of conflict in this part of the world. Seventy years after its birth, NATO always poses a threat of war for the world. The EU is torn apart by contradictions of both. The controversy between the bourgeois politicians of France and Italy cannot hide the fact that the interests of our peoples converge, against NATO, against the EU, against capitalism and that our working classes are side by side in class struggles .”Full success in the struggle to rebuild the Communist Party and the trade union class movement, to end the monopolistic bourgeoisie, its European Union and NATO! ”

5) The international scenario of class struggle, the increase in bourgeois repression and authoritarianism, dangerous interimperialist conflicts and contradictions require the strengthening of proletarian internationalism. What do you think are the tasks and steps that the communist parties and the international communist movement as a whole have to do?

MC: We fully share your analysis. Initiatives against opportunism and revisionism should be taken. In particular to expose the parties of the European Left. We must denounce parties that, like the PCF, have nothing to do with communism and therefore help the development of those who fight for the renewal of the international communist movement, while not hiding the fact that opportunism does not boil down to only renegades of this type!

Thanks so much. We take this opportunity to send our fraternal greeting of internationalist support and solidarity to the militants of the PCRF, the Communists and the French proletariat. Your struggle is ours.

Source: La Riscossa

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